Quando si va a pesca, la prima cosa da ricordare è che non siamo soli. Prima ancora della nostra attrezzatura, della nostra esca o della cattura che sogniamo, esiste una realtà da rispettare: gli abitanti del mare.
Pesci, crostacei, molluschi e tutte le forme di vita marina non sono semplicemente “prede”. Sono parte di un equilibrio naturale che va conosciuto, rispettato e protetto.
La pesca sportiva non dovrebbe mai essere vissuta come un’attività senza logica, dove l’obiettivo è catturare tutto ciò che abbocca. Al contrario, il vero pescatore è colui che sa osservare, capire e scegliere. Sa cosa può fare e cosa invece è giusto evitare.
Ogni uscita di pesca dovrebbe partire da alcune domande semplici ma importanti: che specie sto cercando? È il periodo giusto? La zona è consentita? Il pesce ha la misura adatta? È una specie in difficoltà? È meglio trattenerlo o rilasciarlo?
Pescare in modo consapevole significa conoscere le regole, ma anche andare oltre le regole. Significa avere rispetto per il mare e per le creature che lo abitano.
Non tutte le catture devono diventare un trofeo. Alcuni pesci vanno rilasciati perché troppo piccoli, altri perché particolarmente importanti per la riproduzione, altri ancora perché appartengono a specie delicate o in difficoltà. In certi casi, il gesto più bello non è portare a casa un pesce, ma rimetterlo in acqua nel modo corretto.
Questo è uno dei valori più importanti della pesca sportiva: saper prendere, ma anche saper restituire.
Lo stesso rispetto deve esserci anche per tutto ciò che utilizziamo durante la pescata. Fili, ami, lenze, confezioni, plastiche, bottiglie, buste, mozziconi di sigaretta e qualsiasi altro rifiuto non devono mai restare nell’ambiente.
Anche un piccolo pezzo di plastica può diventare un grande problema. Può ferire un animale, essere ingerito da un pesce o trasformarsi nel tempo in microplastiche. E quelle microplastiche, prima o poi, possono tornare anche sulle nostre tavole.
Per questo non servono gesti enormi. Spesso bastano piccole abitudini:
portare sempre con sé un sacchetto per i rifiuti, raccogliere fili e lenze usate, non lasciare mozziconi a terra, evitare plastiche inutili, rispettare gli spot e, quando possibile, lasciare il posto più pulito di come lo abbiamo trovato.
La sostenibilità non è qualcosa di lontano. Comincia da quello che facciamo ogni volta che andiamo a pescare.
Molti pescatori lo sanno bene: il mare, in qualche modo, premia chi lo rispetta. Non sempre con una cattura più grande, ma con qualcosa di più importante: una giornata vissuta nel modo giusto, in armonia con la natura, con la consapevolezza di aver fatto la propria parte.
Essere pescatori non significa solo saper lanciare, scegliere l’esca giusta o conoscere una tecnica. Significa anche avere responsabilità.
Responsabilità verso il mare.
Responsabilità verso gli animali.
Responsabilità verso gli altri pescatori.
Responsabilità verso chi verrà dopo di noi.
Perché se vogliamo continuare a vivere la pesca domani, dobbiamo imparare a rispettarla oggi.
La vera pesca sportiva nasce da qui: dalla passione, dalla conoscenza e dal rispetto.
E tu, quando vai a pesca, quali piccoli gesti fai per rispettare il mare?
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